Molte persone pensano che il sesso del bebè sia completamente casuale e che la donna non abbia alcun ruolo.
In realtà la biologia riproduttiva è più complessa.
Nel corso degli anni sono stati proposti diversi modelli che collegano il momento del rapporto, le caratteristiche del muco cervicale, i cambiamenti ormonali e l’ambiente biologico della donna alla probabilità di favorire un concepimento maschile o femminile.
È importante però chiarire un aspetto fondamentale:
non esiste un metodo naturale in grado di garantire il risultato.
Il mio lavoro non si basa su selezione embrionale, tecniche invasive o manipolazioni genetiche.
Si basa invece sull’osservazione dei segnali biologici della fertilità:
• andamento del ciclo
• muco cervicale
• temperatura basale
• identificazione del picco ovulatorio
• sintomi fisici della donna
L’obiettivo è individuare il momento biologico più coerente con la strategia scelta e aumentare la probabilità statistica del risultato desiderato.
Ogni donna però ha una risposta diversa e il percorso viene sempre personalizzato.