La prima consulenza è una video call individuale in cui analizziamo la storia clinica, la regolarità del ciclo, i sintomi fisici della fertilità e gli eventuali tentativi di concepimento già effettuati.
Durante l’incontro vengono valutati i fattori che possono influenzare la fertilità e viene definita la strategia più adatta al singolo caso.
Sì. In molti casi gli esami ginecologici di routine risultano normali, ma possono essere presenti squilibri del terreno biologico che influenzano la fertilità, come alterazioni del microbiota o della regolazione ormonale.
Attraverso analisi più mirate è possibile individuare questi fattori.
A seconda del caso possono essere utili analisi di medicina di precisione come:
Questi test permettono di valutare aspetti che spesso non emergono negli esami ginecologici tradizionali.
Dopo la lettura e interpretazione dei referti viene costruito un percorso personalizzato che dura generalmente circa 3 mesi, il tempo biologico necessario per favorire un riequilibrio del terreno metabolico, ormonale e microbiologico.
Sì. I test di ovulazione indicano solo l’aumento di un ormone, mentre il monitoraggio dei segnali biologici considera diversi indicatori del corpo, come muco cervicale, sintomi fisici e andamento del ciclo, permettendo di individuare con maggiore precisione la reale finestra fertile.
Il sesso del bebè è determinato biologicamente dagli spermatozoi. Tuttavia esistono strategie basate sull’osservazione dei segnali biologici della fertilità e sul timing del concepimento che possono aumentare la probabilità di concepire un maschio o una femmina.
Si tratta sempre di probabilità e non di certezze assolute.
Sì. Proprio nei cicli irregolari il monitoraggio dei segnali biologici della fertilità è particolarmente utile per capire quando l’organismo entra realmente nella fase fertile.
In alcuni casi sì. Alterazioni ormonali, infiammazione o squilibri del microbiota possono influenzare l’ambiente biologico necessario all’impianto dell’embrione.
Una valutazione mirata può aiutare a individuare eventuali fattori modificabili.
No. Il campionamento viene effettuato comodamente a casa con un kit specifico che viene spedito al domicilio.
Il campione viene poi inviato al laboratorio specializzato per l’analisi.
No. La prima consulenza serve per comprendere la situazione e valutare le possibili strategie.
Successivamente ogni persona può decidere con calma se e quando iniziare il percorso.
L’ovulazione è solo uno dei fattori necessari per il concepimento. Anche se una donna ovula regolarmente, la gravidanza può non avvenire se il terreno biologico non è favorevole. Fattori come infiammazione, squilibri ormonali o alterazioni del microbiota possono influenzare l’ambiente in cui dovrebbe avvenire il concepimento.
La finestra fertile dura generalmente circa 4-5 giorni e comprende i giorni che precedono l’ovulazione e il giorno dell’ovulazione stessa. Individuarla correttamente è fondamentale perché molti rapporti avvengono in giorni che in realtà non sono fertili.
L’ovulazione può essere individuata osservando diversi segnali biologici del corpo, come il muco cervicale fertile, alcuni sintomi fisici e l’andamento del ciclo. Il monitoraggio di questi segnali permette di capire quando l’organismo entra realmente nella fase fertile.
I test di ovulazione rilevano l’aumento dell’ormone LH, ma questo non significa necessariamente che l’ovulazione avverrà con certezza. In alcuni cicli può esserci un picco ormonale senza ovulazione effettiva.
Sì. Lo stress cronico può influenzare l’equilibrio ormonale e interferire con la regolazione del ciclo mestruale e dell’ovulazione. Anche la qualità del sonno e il ritmo circadiano possono avere un ruolo.
Sì. Il microbiota intestinale e vaginale contribuisce a mantenere l’equilibrio dell’ambiente biologico. Alterazioni di questo equilibrio possono favorire infiammazione o condizioni meno favorevoli al concepimento.
In una coppia senza problemi di fertilità, il concepimento può richiedere diversi mesi. In media circa l’80-85% delle coppie concepisce entro un anno di tentativi.
Sì, molte donne rimangono incinte naturalmente anche dopo i 35 anni. Tuttavia la fertilità tende a diminuire progressivamente con l’età, per cui può essere utile monitorare più attentamente il ciclo e i segnali biologici della fertilità.
Sì. Il muco cervicale fertile ha la funzione di facilitare la sopravvivenza e il movimento degli spermatozoi. La sua presenza e qualità sono uno dei segnali biologici più importanti della fertilità.
Non necessariamente. Anche con cicli regolari possono verificarsi cicli anovulatori, cioè cicli in cui l’ovulazione non avviene realmente.